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NEWS
Campionati del Mondo Snipe 2009
San Diego, California
[N.d.R. Dalla California Pietro Fantoni -il nostro snipista di punta che sta partecipando al Campionato Mondiale di Snipe- mi scrive spesso e ho chiesto se potevo mettere sul sito del CdVM il suo diario. La risposta è stata positiva ed ecco un divertente scritto.]
San Diego, 1° settembre 2009
Dopo tre quarti d'agosto passati al lavoro ed un quarto a Vada (tre quarti nella sabbia e un quarto in mare a fare... OCS), mi trovo a San Diego, parte meridionale della California.
Qui non sono mai stato prima. Conosco ormai bene San Francisco e la Bay Area, ma è la prima volta che visito la California del Sud. Come accade sempre per le mie vacanze, lo scopo del viaggio sono le regate. Il Mondiale Snipe. Sarà un big gamble. Regaterò con Marinella Gorgatto, con la quale quest'anno ho fatto molte regate zonali, il Piada (ottima velocità, ottimi spunti, ma due OCS) e l'Italiano a Vada (ottima velocità, ottimi spunti, ma due OCS). Big gamble, perché pesiamo solo 117 chili o, per usare l'unità di misura qui conosciuta, 257,94 libbre. Saremo di gran lunga l'equipaggio più leggero. Inutile dire che speriamo in venti leggeri. Marinella è di Trieste, con lei non avevo mai regatato prima di settembre dello scorso anno. Oltre ad essere brava nel darmi utili indicazioni su tattica e strategia, ha la capacità di tenermi (abbastanza) tranquillo. Ha avuto il coraggio di accettare questa scommessa e venire in California con me, scelta non facile, anche dal punto di vista organizzativo e familiare, visto che ha due bellissime bambine.
Le selezioni per il Mondiale sono state molto lunghe. Devo ringraziare molti dei mie prodieri. E' grazie a loro che mi sono selezionato ed ognuno di loro ha apportato un notevole contributo tecnico ed umano. Jacopo, Johnny, Kathleen, Gughi, Alberto, Mara, Ilaria, Maurizio ...
Il nostro viaggio è iniziato domenica mattina all'alba. Aereo da Venezia a Madrid, di qui a Boston, per finire a San Diego. Compagni di viaggio, altro equipaggio italiano, Alessandro Rodati e Barbara Bonini. Una delle cose curiose di questo mondiale sarà il fatto che ci saranno molti equipaggi misti. L'Italia ne porta tre su quattro.
A San Diego ho scoperto, dopo aver ritirato tutti i bagagli a Boston, per la dogana, e averli riconsegnati per l'imbarco, che la valigia con le vele, tensiometro, metro, bussola, sartie, crocette, strallo... era stata smarrita.
All'aeroporto abbiamo avuto l'onore di essere ricevuti da George Szabo, il campione del Mondo Star, grande snipista (prenderà anche lui parte al Mondiale Snipe) e velaio della Quantum Sails. George e sua moglie Stacey ci hanno poi accompagnato da Mary, una signora che ci ospita nella sua bellissima casa sulle colline dietro il San Diego Yacht Club.
Ieri -così mi ha detto Marinella e come tutti si sono resi conto- ero un po' nervoso, per non dire insopportabile. Della valigia smarrita neanche l'ombra. Inutile dire che le cose all'interno sono essenziali. Siamo scesi al San Diego Yacht Club molto presto, nella speranza che arrivasse la valigia. Lì abbiamo incontrato Antonio Bari (che con Paolo Lambertenghi sarà uno dei quattro equipaggi italiani) e Alessandro Alberti (presidente della Giuria internazionale).
Il circolo è molto bello, prestigioso e famoso. Ha ospitato quattro edizioni dell'America's Cup, dopo che Dennis Conner aveva vinto la coppa in Australia, riportandola negli Stati Uniti dopo la storica sconfitta dell'83. All'ingresso campeggia il trofeo vinto da George Szabo nelle Star. In una vetrinetta accanto, il trofeo del Campionato del Mondo Snipe. In altre sale numerosi modelli di barche famose che hanno fatto la storia di questo circolo e della vela mondiale.
Nel parco barche, che deve ancora animarsi, ho trovato il mio amico giapponese Kenji Abe, lo spagnolo Jordi Triay e gli americani Doug Hart, Don Bedford, Doug Broeker, Don Hackbart, Steve Syewart.
Dopo un salto alla Quantum Sails, a 200 metri dallo Yacht Club, dove la mia nuova randa e il mio nuovo fiocco erano in lavorazione, sono tornato al circolo. Ho trovato Augie e Kathleen che stavano preparando la loro barca. Così Augie ha dato a me il suo 30088, barca con la quale ha vinto il Mondiale in Giappone, mentre lui armava la barca che ha utilizzato al Piada e al Master di Trieste. Augie aveva lo stesso mio problema, aveva smarrito la valigia con le vele... per fortuna aveva una valigia piena di sartie crocette e scotte che mia ha prestato per la giornata di ieri.
La nostra uscita in barca è stata breve, ma, in ogni caso, molto utile per prendere confidenza con la barca, per provare le nuove vele appena uscite dala veleria e per... turismo. Il San Diego Yacht Club è protetto da Shelter Island e si trova in una zona con una concentrazione di marina e barche da diporto impressionante. Uscendo fuori dal porto abbiamo trovato anche una dei vecchi Stars and Stripes di Dennis Conner. Passata Shelter Island, percorrendo il canale, sulla destra si vede San Diego con la città più vecchia e i nuovi grattacieli. Più avanti, Coronado, base della flotta del Pacifico della Marina degli Stati Uniti. Sulle nostre teste un traffico impressionante di elicotteri della Marina, mentre sulle boe che delimitano il canale prendono il sole molte foche sonnacchiose. Una di queste nuota accanto al nostro Snipe.
A terra il mio umore è cambiato. Mentre tiravamo la barca su per lo scivolo, è apparso Antonio con il mio valigione con le vele... ora mi sento molto meglio. Dalla contentezza non mi sono neppure incavolato alle prese in giro di Szabo sul mio costume da bagno (che in America, terra di surfisti, non è molto di moda). Ho disarmato la barca e riarmata con le mie sartie e le mie crocette.
Oggi ho in programma un'altra uscita in barca. Voglio provare molte cose prima del Mondiale che inizia venerdì con le stazze, mentre domenica avremo la practice race e lunedì inizieranno le vere regate.
San Diego, 2 settembre 2009
Ieri il vento era fin troppo leggero. A sud della California si sta muovendo un uragano che forse sta influenzando il vento a San Diego.
Il piazzale delle barche inizia a popolarsi di velisti. Stamattina ho visto Dario Bruni e Sonia Bonomi, altro equipaggio italiano arrivato l’altro ieri sera. C’era anche Giorgio Brezich, anche lui senza valigie, qui in veste di Chairman of the Rules Committe. Laura Lantier (anche lei senza valigie - sarà un caso?) si aggirava spettrale per il bar del circolo. Regaterà come prodiera di Jorn Haga dalla Norvegia. Ad un certo punto è comparso anche Enrico Michel (assieme a Daniela e a Matilda). Enrico è qui nella duplice veste di costruttore di Snipe e di prodiere, poiché farà da prodiere al belga Manu Hens. Quindi in regata ci saranno quattro barche italiane e ... dieci velisti italiani.
L’appuntamento con Augie Diaz e George Szabo per uscire in barca era alle 12.30 e così puntualmente abbiamo armato le barche e messo in acqua il gommone, necessario per trainarci fuori dal porto. Io oggi sfoderavo le mie nuove vele: la randa SD6K PF-M (dove PF sta per Pietro Fantoni...!!!) e un fiocco PS7. Un’ora di traino dietro il megagommone di Mark Reynolds e così ci siamo fermati al largo di Coronado. Vento leggerissimo, quasi inesistente. Dopo qualche tentativo di provare le vele, ci siamo resi conto che il vento non sarebbe mai stato sufficiente. Così ci siamo riallineati dietro al gommone e siamo rientrati. Alcune barche, tra le quali la barca grigia di Alessandro Rodati, sono rimaste fuori a provare qualche manovra all’interno del marina, dove c’era un po’ più di vento.
Ieri sera a casa di Mary, Marinella ha preparato una cena italiana per la padrona di casa, George e Stacey e per la prodiera di George, Carol Cronin. Conoscendo i gusti degli americani ho suggerito una carbonara. Poi caprese, filetto di maiale all’aceto balsamico.
Oggi speriamo di riuscire a provare le vele e a capire qualcosa sulla nostra velocità e sul campo di regata.
Stasera saremo ospiti, con molti altri snipisti, a casa Szabo e venerdì scenderà da San Francisco mia sorella Anna con Evert, Anneke e Caterina e si fermerà fino a lunedì (mentre Marinella va a fare la turista a Frisco fino a sabato). Venerdì ci sarà anche un party al San Diego YC in onore del vincitore del Mondiale Star e saranno presenti alcuni soci del circolo che negli anni passati hanno vinto la stella d’oro (basta ricordarne alcuni... Lowell North, Dennis Conner, Mark Reynolds, Vince Brunn...). George è preoccupato perché nello stesso orario è prevista la regata di modelvela dal pontile davanti al circolo alla quale lui vuole comunque partecipare...
San Diego, 3 settembre 2009
Ieri è stata una giornata molto proficua dal punto di vista velistico. Una bella uscita a provare vele. Eravamo in tre barche, trainate dal gommone della Quantum, io e Marinella, Augie Diaz e Kathleen Tocke e George Szabo e Carol Cronin. Finalmente il vento è entrato ed abbiamo così potuto conoscere l’onda lunga - la big swell - di San Diego, le alghe di ogni foggia, filamentose, a foglie, filamentose con delle palle, o rami lunghissimi. Quando si impigliano nella deriva e nel timone stoppano la barca ed è necessario alzare la deriva e controllare il timone molto spesso.
Oltre Point Loma, verso nord, c’era un banco di alghe che abbiamo confuso per una spiaggia!
A parte questo problema è bellissimo navigare con questa onda lunghissima del Pacifico che non è paragonabile non solo a quella dei nostri mari, ma neppure a quella che ho trovato in Atlantico Francia o alle Canarie. Il vento dapprima sui 5 nodi è via via aumentato fino ad oltre 10 nodi. Noi eravamo full hiking. Ieri ho capito alcune cose molto utili sulla regolazione della barca quando il vento aumenta così da rimanere ancora competitivi (sia pure con qualche nodo in più) ed altre cose su come regolare la randa che sto usando adesso. Augie e George hanno anche provato un fiocco sperimentale, tutto questo mentre dal gommone facevano un sacco di foto. Sono molto fortunato ad avere questa opportunità di imparare navigando con dei grandi velisti come Augie e George.
Sono usciti in barca anche Dario Bruni e Sonia Bonomi che per un bel pezzo hanno provato il passo con noi. Nel frattempo sono arrivati al circolo Nano Negrin ed altri spagnoli (il loro container con le barche non è ancora arrivato!), il brasiliano Paradeda, gli uruguaiani Pedro Garra e Pablo Defazio.
In serata siamo andati a casa di George e Stacey per un barbecue, tipicamente americano, nella sua nuova casa che sta ristrutturando sulla sommità della collina dietro al SDYC.
San Diego, 4 settembre 2009
Ieri mattina sono passato in veleria a vedere le foto delle vele scattate l’altro ieri. Con l’aiuto di George Szabo, abbiamo analizzato le differenze nel taglio delle vele tra i differenti modelli provati. Ho capito poi alcune cose nella regolazione del fiocco, vedendo come regolano il fiocco George e Augie. E’ fondamentale visualizzare dall’esterno ciò che va o non va nella forma delle vele.
E così nell’uscita in mare di ieri ho potuto cambiare la regolazione del fiocco e la velocità è migliorata decisamente. Le regate saranno un’altra cosa. Ovviamente. Ma avere alcuni punti fermi nella regolazione delle vele è cruciale.
Oltre alle foto delle vele, tra le circa duecento foto, ce n’erano alcune molto divertenti della barca di Augie attorniata da delfini e del mega trimarano di Larry Ellison in lontananza.
Ieri il vento era decisamente più forte nel piazzale delle barche che nell’Oceano. Le prove delle vele sono state un po’ complicate, poiché oltre a noi, a Augie e Kathleen e a George e Carolin si aggiungevano ad ogni bolina nuove barche. Così abbiamo provato il passo con l’equipaggio italiano Bari-Lambertenghi, con quello belga-italiano Hens-Michel e con tanti altri come Rodriguez (USA), Defazio e Garra (Uruguay) ...
Sono usciti anche Rodati - Bonini e Bruni - Bonomi. Quindi abbiamo la squadra italiana al completo...
Gli spagnoli invece sono ancora in attesa del container con le loro barche.
Stamattina presto ho accompagnato Marinella in aeroporto. Passerà due giorni a San Francisco e rientrerà per la regata di prova di domenica. Questa mattina arriveranno al circolo Anna, Evert, Anneke e Caterina.
Oggi inizieranno le stazze. Mia intenzione è comunque quella di uscire anche oggi in barca, anche se non è, al momento, chiaro chi sarà il mio prodiere. Vediamo se riesco a trovare qualche americano. Stasera ci sarà, qui al circolo, il party per la vittoria di Szabo al Mondiale Star. Saranno presenti alcuni dei miti della vela mondiale: Lowell North, Dennis Conner, Mark Reynolds... Sarà come per un tifoso di calcio avere Pelè, Maradona e Zico in uno stesso luogo.
San Diego, 5 settembre 2009
Nella giornata di ieri ho imparato ancora molte cose analizzando le foto del giorno prima in veleria. Questa volta l’argomento di discussione erano le rande (in particolare due differenti modelli). E’ stato interessante sentire le spiegazioni e le discussioni tra George Szabo, Augie Diaz e Mark Reynolds.
Più tardi è arrivata al club Anna con Anneke, Caterina ed Evert. Caterina è cresciuta molto, si arrampica ovunque e non sta un momento ferma. Abbiamo bevuto una bibita in terrazza, discusso un po’ e poi loro sono andati in spiaggia a Coronado.
Temevo di non trovare nessuno disponibile per uscire in barca con me, visto che Marinella è a San Francisco. Per fortuna ho incontrato Andrea Nilsen, una velista americana di Boston che per qualche giorno è a San Diego e che avevo conosciuto l’anno scorso a San Francisco e rivisto quest’anno in Florida.
Siamo così usciti al traino del gommone della veleria assieme a Diaz - Tocke, Szabo - Cronin e Lambertenghi - Bari. Abbiamo provato un po’ la velocità di bolina e di poppa e poi siamo tutti rientrati per il party in onore di George Szabo. Molta gente, il discorso del Commodore del SDYC, applausi per i soci del circolo che nel passato sono stati vincitori del Mondiale Star (e sono almeno una decina!), il discorso di George e del suo prodiere Rick... un’ atmosfera molto rilassata e informale.
Ieri sono iniziate anche le stazze che proseguiranno oggi e domani. Noi siamo in lista per metà mattinata. Poi usciremo a provare le ultime cose con Augie. Stasera rientra Marinella e domani abbiamo la regata di prova e la cerimonia di apertura. Lunedì inizieranno le regate vere. Augie si è raccomandato che non faccia OCS, la mia “specialità”.
Siamo poi andati a cena con Anna, Evert e le due bambine che, in un’ora hanno combinato il disastro! Rovesciato mezzo piatto di pasta, rovesciato il margherita di Evert, sputacchiato cibo ovunque... ma è stato divertente.
San Diego, 6 settembre 2009
Vi scrivo dal SDYC, sono le 22 passate e sto aspettando per andare in aeroporto a prendere Marinella che rientra da San Francisco. Oggi è stata una giornata piena e domani lo sarà ancora di più.
Ho stazzato barca, timone, deriva, albero, boma, due rande e un fiocco; manca un fiocco che stazzerò domattina.
Nel pomeriggio siamo usciti per la prima volta senza il gommone e siamo stati parecchio tempo per arrivare sul campo di regata. Questo sabato c’erano centinaia di barche da crociera che entravano ed uscivano dal porto, motoscafi a tutta velocità e navi mercantili... un traffico notevole ed il moto ondoso anche in oceano era piuttosto confuso.
Anche oggi avevo come prodiera Andrea Nilsen e devo dire che abbiamo dovuto cinghiare molto di più perché il vento era attorno ai dieci nodi. Abbiamo fatto circa tre regatine con partenza a coniglio. Nella prima non ho capito quale fosse la boa di bolina (pensavo fosse la boa con le foche e invece era il gommone degli uruguayani). Nella seconda ho girato la boa giusta ma ho sbagliato a prendere qualche oscillazione, nella terza non sono proprio partito perchè stavo sistemando la ghinda. Nel gruppo c’erano anche Rodati - Bonini e Lambertenghi - Bari.
Domani devo finire di stazzare, forse fare quella farsa che è la regata di prova, sistemare la barca e ribaltarla sul piazzale per pulire bene lo scafo. Alle sei poi ci sarà la cerimonia di apertura. Lunedì iniziano le danze.
San Diego, 7 settembre 2009
Sarà sempre più difficile trovare il tempo per scrivere e rispondere alle e-mail. Le giornate sono molto piene e il mio computer è sempre più lento...
Ieri: stazzato l'ultimo fiocco, traino poco prima delle 10,00, partenza della regata di prova sullo stesso campo di regata degli Etchells 22, rientro, sistemazione e pulizia delle barche per domani, skipper meeting, cerimonia di apertura.
La regata di prova si è tenuta in una zona diversa da quella che sarà utilizzata per il Mondiale. Il vento era leggero e parecchio instabile. Tre partenze ripetute. Per quanto possa essere indicativo, avanti gli spagnoli, bene Lambertenghi, più indietro alcuni favoriti come Szabo, Augie, Bethlem.
La mia impressione è che sarà un campionato molto aperto e con punteggio molto alto.
Ieri sera c'è stata la cerimonia di apertura. Contrariamente alle mie abitudini ho partecipato. Anneke alla fine a tenuto la bandiera italiana ed era molto immedesimata nella parte di portabandiera. Dopo cena ho salutato Anna, Evert, Anneke e Caterina. Stamattina presto hanno ripreso l'aereo per San Francisco.
San Diego, 8 settembre 2009
Iniziato il Mondiale Snipe. Vento leggero molto instabile (salti e differenti zone di pressione), onda lunga... e tantissime alghe.
Al momento al comando c’è uno spagnolo, il vincitore dell’Europeo delle Canarie, secondo Bruno Bethlem dal Brasile, terzo il belga Manu Hens con il grandissimo Enrico Michel e quarto Augie con Kathleen.
Noi italiani siamo tutti nella seconda metà della classifica. Io e Marinella 26, un poco più indietro Lambertenghi – Bari (penalizzati da una ZPF), Bruni – Bonomi, autori di una bella seconda prova e poi Rodati – Bonini.
Le condizioni sono difficili, la flotta, come dicono qui è “deep” e quindi ritengo che il Campionato sia ancora molto aperto. Ieri era facile vedere molti favoriti navigare indietro nella flotta. Nella prima prova ho navigato spesso con Augie, nella terza ero vicino a Paradeda e Bethlem, mentre Szabo ha avuto una cattiva giornata.
Le nostre regate sono state segnate da tre cattive partenze. Kathleen, per prendermi in giro, mi ha detto che almeno non erano tre OCS. La stessa battuta è stata poi ripetuta da molti italiani. Nella prima prova dopo un richiamo generale, va su la Z, e con la Z viene dato un richiamo generale. Nella partenza buona evito di entrare nello spazio sottovento a Paolino, poggio sotto a uno svedese e riesco ad avere spazio per poggiare allo start, ma ai 10 secondi... ecco arrivare sparato Paolino (che evidentemente aveva perso il suo spazio) che così mi uccide. Mi servirà da lezione... Prendiamo un alga lunghissima e ci passa anche il francese e il finlandese. La bolina è tutta una lotta per uscire dai rifiuti delle altre barche. Nei successivi lati recuperiamo molto grazie a una buona velocità. Sbaglio la chiusura all’arrivo e perdiamo un paio di barche finendo 16. Per come era iniziata non male.
Seconda prova ed altra partenza schifosa. Recuperiamo in poppa e giriamo attorno al 20. Sbaglio completamente la seconda bolina (più pressione a sinistra). E finiamo, se non sbaglio, 33.
Terza prova. Ancora in seconda fila. Recuperiamo però qualcosa di bolina e di poppa, anche se faccio un giro di boa raccapricciante (esterno a tutti e sulla boa più lontana del gate). Nell’ultima bolina facciamo un bel bordeggio e finiamo attorno al 25, chiudendo una posizione avanti a Paradeda.
Vediamo oggi cosa combiniamo...
San Diego, 9 settembre 2009
Altre due prove disputate ieri al largo di Coronado.
Il vento ancora è stato leggero da SW, all’inizio un po’ più forte di quanto lo è stato lunedì, attorno ai dieci nodi, poi diminuito nel corso della giornata. La sorpresa è rappresentata da Enrico Michel, che come prodiere del belga Manu Hens è ancora al terzo posto (oggi un 10 e un 5). Manu ed Enrico stanno facendo un ottimo Campionato, molto regolari, veloci, attenti, quando sono dietro, con calma recuperano.
In testa alla classifica Bruno Bethlem (vincitore della prima prova della giornata; l’altra prova è stata vinta da Ernesto Rodriguez) ha superato Gustavo del Castillo (il vincitore dell’ultimo Europeo disputato alle Canarie). Quarti Augie e Kathleen e quinto Paradeda.
Dario Bruni e Sonia Bonomi sono stati autori di un’ottima seconda prova. Avanti dall’inizio, hanno chiuso al nono posto, regatando con precisione tra i salti di vento, i buchi e i banchi di alghe.
Le mie regate. Un disastro. Non ho molta voglia di scrivere, perché sono molto dispiaciuto. In questo Campionato, a differenza che in altri, in queste condizioni di vento leggero ed onda, sono molto veloce. Io e Marinella ci troviamo spesso in piena potenza a vincere i duelli con le barche che abbiamo vicino. Per questo motivo le cose dovrebbero andare meglio.
Invece oggi siamo partiti in seconda fila, abbiamo recuperato e alla bolina abbiamo letto nel tabellone degli OCS il nostro “bow number” 20. Incredibile... in seconda fila OCS! Non me lo sarei mai aspettato. In tutto l’ultimo minuto siamo stati mure a dritta in avvicinamento alla linea (circa a metà) con le vele che sbattevano... ogni tanto qualche poggiata ed orzata per crearci lo spazio sottovento. Marinella che mi diceva che eravamo distanti dalla linea (avevamo un riferimento a terra ed inoltre una boetta a metà linea – che qui mettono circa una lunghezza sottovento per dare un riferimento alle barche – era ancora sopravento). A pochi secondi dal via siamo stati massacrati da un americano e da Birger Jansen. Perchè sia stato apposto il numero venti è un mistero. In ogni caso letto il numero siamo usciti con la coda tra le gambe del campo di regata.
La giornata terribile non è finita. Nella seconda prova faccio una partenza decente. Lottiamo per tutta la regata attorno al 15 – 20. Facciamo una bella seconda bolina sulla destra con Szabo, ragionando sui salti e guardando le zone di maggior pressione. Siamo nei dieci quando, verso la fine della bolina non riusciamo ad aggirare un banco di alghe. Alziamo la deriva e puliamo il timone perdendo un sacco di tempo perché le alghe sono molto in basso ed anche con la stecca che ci siamo fabbricati e difficile pulire. In 50 metri ne perdiamo 50 da Szabo. In poppa ci fermiamo un’altra volta ma siamo più veloci a liberarci da queste specie di “liane”. In bolina ripassiamo il messicano e due spagnoli, ma alla fine della bolina ancora alghe, questa volta ne prendiamo una lunghissima (un paio di metri, nel timone, molto in basso sulla pala. La barca oltre a perdere molta velocità anche perde portanza e scarroccia. Ci metto una vita a liberare il timone, andando a poppa. per fare questa manovra la barca non è evidentemente nel suo assetto ideale e va ancora più piano. Prima che succedesse lottavamo con Hal Gilreath. Lui termina quindicesimo, noi trentesimi. Il tutto succede nell’ultimo pezzo di bolina prima del traguardo. Le alghe ci sono per tutti. Non ci sono scuse. O siamo poco attenti ad evitarle, o siamo poco abili a liberarle.
Qui alcuni equipaggi hanno costruito dei congegni (con cimette ed elastici) per liberare il timone. Un bastone con una “U” scorre lungo il profilo di entrata del timone e viene azionato dal pozzetto. Forse questo sistema non funziona quando c’è tanta pressione sul timone ed infatti quasi tutti i californiani locali preferiscono sporgersi a poppa con un bastone. Ad esempio Doug Hart, velista di San Diego e vincitore della prima prova di lunedì, utilizza un bastone da sci, dove la rondella sulla punta (con l’incavo) serve a liberare il bordo di entrata dalle alghe. Noi avevamo preparato una stecca imbottita per questo scopo. Faremo qualche modifica, applicando una “U” sulla punta. Speriamo così di risolvere il problema.
San Diego, 10 settembre 2009
Dieci nodi di vento da Nord Ovest aumentati poi fino a quattordici per la sesta e settima prova del Mondiale.
Allungano al comando Bruno Bethlem e Dante Bianchi, vincitori della prima prova e secondi nella seconda prova della giornata. Al secondo posto lo spagnolo del Castillo. Terzo il giapponese Nakamura. Cedono una posizione Manu Hens ed Enrico Michel, quarti. Purtroppo ad un giro di poppa hanno perso otto barche per un problema alla ghinda, altrimenti sarebbero rimasti al terzo posto. La seconda prova è stata vinta agevolmente dall’equipaggio brasiliano (campioni del Mondo juniores) mario Tinoco e Matheus Goncalves.
Campo di regata difficile e per nulla scontato. Era facilissimo perdere molte barche e non solo per le alghe.
Gli italiani hanno navigato nel mezzo della flotta. Lambertenghi – Bari (24 - 26), Fantoni – Gorgatto (21 - 30), Bruni – Bonomi (38 - 35), Rodati – Bonini (44 - 31).
Le nostre regate: troppo vento per noi. Siamo i più leggeri della flotta e il peso si è fatto sentire. In compenso in poppa camminavamo decisamente bene... Purtroppo per oggi è previsto ancora più vento.
Alcune considerazioni: abbiamo modificato la stecca per pulire le alghe aggiungendo una “u” che ci consente di pulire fino in fonda alla pala del timone timone. Ieri le partenze sono state leggermente migliori, ma in tutte e due le prove non sono riuscito a bordeggiare nella prima bolina dove volevamo. Inoltre nella seconda prova abbiamo preso delle alghe quando andavamo a chiudere su un buono... alzare la deriva ed andare dietro a pulire il timone con più di dieci nodi di vento non è semplice, richiede abbastanza tempo e fa perdere alcune lunghezze in velocità e in altezza. Del resto tenere le alghe è ancora più deleterio.
Il risultato finale delle due prove, visto così, è un po’ deludente, ma può consolare il fatto che equipaggi più pesanti e (almeno sulla carta ) più forti di noi con vento (medio) sono finiti dietro o hanno battagliato a lungo con noi. Direi due prove di grinta ed orgoglio. Brava a Marinella.
Mi dispiace invece molto per Augie che a terra era molto deluso. In una prova l’ho visto girare la boa di bolina secondo e poi finire la regata nono. Nell’altra regata non è mai stato tra i primi. Spero che si rifaccia con le prossime regate.
Pietro